martedì 19 marzo 2013

il corvo

corvo

Un Papa Corvo e Peronista
di JUAN PABLO MACCIA

Non è necessario essere teologo per darsi conto che si gioca qualcosa di grande attorno alla fumata bianca che avvisa che il celebre Cardinale Bergoglio è il nuovo Papa. Il primo Papa non europeo, latinoamericano, a pochi giorni di distanza dalla morte di Hugo Chávez. Prevedibile: lo sguardo del mondo sulla regione, i poveri e i meccanismi spirituali per capitalizzare la loro vitalità.
Il primo Papa, anche, della Compagnia di Gesù: gesuiti e intellettuali della Chiesa, pero soprattutto coloro che meglio combinano celestiale e terreno.
Papa argentino e “settentista”: Bergoglio è un vecchio quadro della Guardia de Hierro, della “destra” peronista; con un legame “oscuro” con la dittatura del ’76. Bel casino.
Eh Cristina!: dobbiamo muoverci velocemente e con astuzia. Le basi territoriali e sindacali sono emozionate (persino Pelloni!), il peronismo si divide, il Pro[1] brinda, i Trotzkisti troskean con l’oppio dei popoli (che buono che è l’oppio…).
Il Papa Francisco – Panchito per gli amici – porteño e “corvo” da sempre, viaggiava in autobus verso le villas[2] di Buenos Aires, celebrava la messa in Plaza Constitución e forniva supporto alle denunce de La Alameda[3] contro la schiavitù nei laboratori tessili clandestini e la rete della tratta, così come ai fanatici di Cristo Rey e alle crociate fasciste che si caricavano sulle spalle. Si tratta di un papa giovane e pericolosamente politico in una fase cruciale per l’occidente capitalistico: lo attende un compito di ricostruzione – di segno conservatore – che il cattolicesimo ha chiesto a gran voce dopo il fallimento di Ratzinger.
Guardo la biblioteca di mia cugina Laura, peronista e lettrice di Adorno. Trema Kierkegaard, ride Nietzsche, Spinoza si coccola, Gramsci tossicchia, Agamben diventa grosso, Rozitchner si tempra. La chiesa è meno un’istituzione residuale e più la rappresentazione istituzionale di una metafisica egemonica in tutto l’occidente capitalistico: è habitus, economia e legge. È regime di proprietà, denigrazione della sessualità e priorità dell’immateriale sul sensuale, del simbolico sui piaceri e gli affetti della materia. Con questo ci scontriamo da sempre e oggi – mi sembra – più che mai.

[1] Partito guidato da Mauricio Macri attualmente al governo della Città di Buenos Aires.
[2] Favelas.
[3] Nata sulla scorta delle mobilitazioni del dicembre 2001, La Alameda (Asamblea “20 de Diciembre” de Parque Avellaneda), conta oggi su un’ampia organizzazione che include un centro comunitario, una cooperativa finalizzata alla costruzione di una rete di economia solidale, l’Unión de Trabajadores Costureros che lotta contro lo sfruttamento nell’industria del vestiario e la Fondazione che raccoglie le denunce sulla tratta, il lavoro schiavo e infantile.

* Pubblicato su http://anarquiacoronada.blogspot.it/2013/03/un-papa-peronista.html *

Nessun commento: