mercoledì 14 aprile 2010

… non son l’uno per cento …

ww2france

Erano convinti che avrebbero proseguito verso la Spagna. Non aspettavano altro. Avevano già liberato Parigi, e i nomi di cui si fregiavano i loro blindati, agli ordini del generale Leclerc, erano "Durruti" e "Ascaso" e "Casas Viejas" e "Teruel". Anche il presidente Roosvelt aveva proclamato la priorità di abbattere Francisco Franco, e De Gaulle aveva chiamato eroi i soldati spagnoli della Armée.
Avevano perfino dimenticato le umiliazioni subite quando, nel '39, avevano passato la frontiera: le armi immediatamente sequestrate, il contenuto di zaini e tascapane rovesciato nei fossi. Avevano scordato i campi di concentramento. E, da subito, avevano cominciato a combattere contro i tedeschi. Continuavano la loro guerra, cominciata dietro le barricate di Barcellona. Avevano cominciato subito. A Dunkerque, mentre i soldati francesi si sparavano fra loro per disputarsi le poche barche, un intero reparto formato solo da spagnoli aveva difeso la posizione fino all'ultimo uomo. E più di seimila di loro erano stati uccisi tenendo le trincee davanti ai panzer tedeschi che entravano a Parigi. Già nel '40, appena caduta Parigi, un gruppo aveva dato vita al primo maquis della resistenza, ad Annency. Per ore, nel dipartimento dell'Ariége, un solo combattente spagnolo, con una mitragliatrice, aveva inchiodato milleduecento soldati della Wermacht. Nel quartiere di Bellville avevano la loro base i commando della "mano d'opera immigrata". Assaltavano a colpi di granate le sfilate militari. Spagnoli erano i "passeurs" che mettevano al sicuro, attraverso i passi dei Pirenei, i soldati alleati evasi dai campi di concentramento. Il "Reseau" che aveva il suo quartier generale a Tolosa, all'Hotel Paris, poteva contare su punti d'appoggio nascosti nelle soffitte oppure celati in appartamenti o fattorie, sorvegliati da bambini e innocui vecchietti: le sentinelle più affidabili, insospettabili e coraggiose.
Liberi di operare in "terra di nessuno", e di muoversi alle spalle delle linee tedesche, si spostavano velocemente sugli "half truch" e scompaginavano le retrovie della Wermacht. I primi ad entrare nei paesi e nelle cità per snidare i cecchini e far saltare i nidi di mitragliatrici che i tedeschi si lasciavano dietro: un lavoro duro e sfibrante che i soldati americani odiavano, impauriti com'erano dai combattimenti di strada. La Nona Compagnia, la "Nueve", un reparto che per mesi nessun ufficiale aveva voluto prendere in carico, per il timore che incutevano, faceva sempre da reparto eplorante. Furono loro ad arrivare per primi all'Hotel de Ville, a Parigi, cantando "A las Barricadas" e "Ay Carmela". Gridavano "Y ahora Espana" dai blindati lanciati a folle velocità per i viali parigini. Furonno loro ad attraversare per primi, su un ponte di barche, il Reno. Un azione così folle che, da allora, i fucilieri senegalesi, li soprannomirano "I toccati da Dio". Addestrati alla guerra di commando da Antonio Ortiz, si erano uniti di nascosto alle truppe di Leclerc e avevano messo in piedi una sorta di mercato. Ogni venti soldati tedeschi che consegnavano si facevano dare una Machine Pistole o uno Sten, ogni tre ufficiali una motocicletta, un generale valeva una jeep del tutto equipaggiata. Recuperavano armi e munizioni che facevano arrivare in Spagna, alla resistenza catalana.
Intanto, dalla Spagna arrivavano notizie di scontri armati e richieste di aiuto da parte di chi teneva duro da anni. In tanti passavano il confine per andare a recuperare le armi automatiche abbandonate dai tedeschi. In molti compravano dai disertori americano carabine "Rock Oil" e mitra "Thompson".
Alla fine gli alleati arrivarono alla frontiera, tanto da guardare dentro gli occhi preoccupati delle Guardie Civil che li fissavano. Arrivarono al ponte di Hendaye. E lì si fermarono.
Così gli spagnoli seppero di essere stati venduti, ancora una volta, sullo scacchiere della politica internazionale.
I più coraggiosi cominciarono a disertare dall'esercito francese. "Il mio obiettivo non è il Reno. E' l'Ebro!" - dichiarò un esploratore prima di andarsene con la camionetta carica di armi.

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